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T-AMP

T-AMP il piccolo ed economico amplificatore Hi Fi

Maninadx

USATO
DOC

Alimentatore Roland BULL 2500 da 13,8 Volt
La vetrina dell'usato

Potete acquistare la combinazione T-AMP ed alimentatore Roland BULL 2500 nella sezione del nostro sito SHOPPING !

T-AMP connessioni posteriori

Pannello posteriore: connessioni  del T-AMP

Grazie ad un nuovo semiconduttore operazionale definito di  “Classe T”, il circuito integrato prodotto dalla americana Tripath che sta alla base di questo piccolo amplificatore ha fatto gridare “al miracolo” tanti appassionati, amatori esperti e Guru dell’Alta Fedeltà mondiale. Con soli 7 + 7 watt effettivi su 8 ohm sicuramente non si può spostare il mondo.
Considerando però che con dei buoni diffusori ad elevata efficienza (+ decibel = +efficienza) si può ascoltare, a volume normale, un’ottima riproduzione musicale usando amplificatori a valvole da 10 watt per canale, ecco che, con poche decine di euro si possono ottenere risultati piuttosto soddisfacenti (ma non confondiamo le idee, arrivare alla timbrica delle valvole è tutt’altra cosa).
Cominciamo dall’esame visivo. Ingresso con economico jack 3,5 mm. tipo cuffietta stereo, morsettini a molla tipo cavo spellato rosso-nero, e presa di alimentazione coassiale (vedi foto in alto a destra).
Il “coso” può infatti funzionare sia tramite alimentatore esterno che a batterie. Esatto, con 8 batterie stilo, inserite nel vano sottostante, con portellino rimuovibile . Racchiuso in un originale ma brutto ed economico contenitore di plastica, c’è però un cuoricino di qualità. Si dice che il T-AMP unisca le migliori caratteristiche dei tradizionali ampli in Classe “A” con l’efficienza impressionante dei dispositivi in Classe “D”. Vediamo.

E precisiamo: il T-AMP nasce senza alcuna pretesa di sbancare il mercato nè tantomeno di far “collassare” il mondo dei costruttori di amplificatori Hi FI. Inizialmente, il costruttore si era prefisso il ben più umile intento di interfacciare i walkman o gli I-POD con dei buoni diffusori da scrivania, così da allestire un onesto, piccolo Personal Hi Fi.
Poi però qualcuno ha scoperto che, alimentando con generosità il mostriciattolo, tramite un classico e tradizionale alimentatore esterno da 13,8 Volt in corrente continua (ben stabilizzata e filtrata), si riescono a tirare fuori dal T-AMP insospettate doti di fedeltà e coerenza timbrica.

Sono subito nati siti specializzati che propongono combinazioni ampli casse cavi alimentatore dalle pretese forse eccessive, sostenuti da recensioni che definire entusiastiche è dire poco.

La verità sta in mezzo. Alimentandolo bene e con le “casse” giuste, si può ricavare un set Hi Fi minimalista, dall’indubbio impatto emotivo.
Lo abbiamo provato con diffusori Indiana Line della serie Arbour, nello specifico il modello 5.04 a tre vie, mobile in ciliegio, compatto, da libreria.
Colpisce il dettaglio e la buona riproduzione delle voci, specie quelle femminili.
Grazie a questi diffusori particolarmente generosi sulle basse frequenze si compensa la tendenza al suono brillante e un po’ povero nelle ottave inferiori (7 watt sono sempre e solo 7 watt).
Il sistema in effetti ha una curva di risposta in frequenza che tende a “decollare” sulle alte, a causa del fatto che il diffusore viene inserito in un circuito risonante, con una serie di bobine e condensatori di “accordo” dell’impedenza.
A seconda dell’impedenza del diffusore infatti, la curva di risposta sulle alte può variare anche sensibilmente.
Per gli appassionati del fai-da-te, per esempio, suggeriamo di sostituire le 4 bobine di accordo (due per ogni canale) che sono dotate di nucleo in ferrite, con altre di pari valore ma avvolte in aria, secondo le istruzioni che potremo fornire a richiesta.
Questo upgrade è consigliabile perchè offre grandi benefici in termini di distorsione, che rimane bassa nell’uso a potenza ridotta, mentresi manifesta in modo intollerabile quando ci si avvicina alla massima potenza erogabile.
 Un secondo upgrade permette di migliorare i risultati: aumentare o diminuire leggermente la capacità dei condensatori presenti sempre sul circuito di uscita, azione che permette di ottimizzare l’ampli con l’impedenza reale dei diffusori ad esso collegati.
Allo scopo di preservare la qualità del segnale abbiamo usato, come cavo di ingresso per connettere il
T-AMP alla sorgente, il bello e bensuonante G&BL HPE900, mentre per la connessione con i diffusori un buon cavo OFC (Oxigen Free Copper) di sezione almeno 1,5 mmq sarà opportuno. Noi suggeriamo il nostro DB25-OFCP da 2,5 mmq (levando un po’ di rame e torcendo bene quello rimasto ci passa...).
Per ovviare alla presenza di un unico ingresso, proponiamo poi il nostro
Decibel 4/2 GOLD, selettore di ingressi con 4  in e 1 out stereo, dai pin RCA con contatti dorati (la doratura preserva i contatti dal decadimento delle prestazioni a causa della progressiva ossidazione), selettore rotativo con contatti a spazzola autopulenti e manopola di alluminio di grandi dimensioni.
Quest’ultimo visibile ed acquistabile nella sezione del sito chiamata
SHOPPING ! e raggiungibile cliccando qui.
In tal caso di coppie di cavi
HPE900  ne serviranno 2: dal lettore CD al Decibel4/2 GOLD e da qui all’ampli, utilizzando la riduzione da RCA a jack 3.5 mm. in dotazione.
Esiste anche una versione molto più potente e performante del T-AMP, capace di superare i limiti oggettivi dovuti alla bassa potenza disponibile.
Stiamo lavorando ad un progetto molto promettente che va in questa direzione.
Tenetevi in contatto, amici, forse presto avrete un T-AMP PowerDB.

N.B.: Si sconsigliano i più compatti alimentatori switching onde evitare di innescare disturbi dovuti al possibile trasferimento di segnali ad alta frequenza provenienti dal circuito di alimentazione.

Selettore ingressi Decibel 4/2 GOLD
Cavo G&BL HPE900

Selettore di ingressi Decibel 4/2 GOLD e cavo G&BL HPE900

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CONVIENE DAVVERO !

Sempre buoni consigli...