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Il tuo Home Theatre

Il tuo Home Theatre - 1

In questa pagina pubblicheremo di volta in volta sistemi Home Theatre di nostri Clienti che vorranno gratificarci con le foto e i dati delle loro realizzazioni. 
Naturalmente manterremo l'anonimato sui fortunati proprietari dei sistemi, per comprensibili ragioni di privacy.
Per partecipare a questa vetrina è richiesto un minimo di descrizione, l'elenco dei componenti dell'impianto e qualche bella foto da cui si possa almeno intuire e apprezzare l'allestimento realizzato, curando il più possibile ogni dettaglio.
Click sulle foto per ingrandirle. Click a destra dell'ingrandimento per andare avanti, click a sinistra per arretrare.
Click sui link sottolineati in blu per aprire le schede tecniche dei prodotti citati.
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Il tuo Home Theatre Franco introduzione
 

 

Riccardo (nome di fantasia per la privacy) di mestiere fa il fotografo e ci tenevamo particolarmente a proporre la sua recensione dell'impianto Home Theatre.
Ma non solo. Dato il lavoro certosino per realizzarlo e le belle immagini che ha inviato, il Suo articolo conquista la prima pagina della nostra rubrica.
Articolo che comincia con un'asettico elenco dei dispositivi coinvolti, alcuni non di nostra fornitura. I nomi dei nostri - nel senso di prodotti acquistati presso di noi - sono dei link alla corrispondente scheda tecnica sul nostro sito.
L'elenco introduttivo serve a rendere meglio la composizione dell'impianto e il suo potenziale. Non potendo farvelo ascoltare, è un modo per coinvolgere i lettori di questa rubrica alla comune passione per il Cinema in casa. Ma  passiamo la parola ...pardon, la tastiera all'amico Riccardo.

Realizzare un sogno rischiando il divorzio.

AMPLI, TV, PLAYER

Ampli: Yamaha RX-V683, TV: Sony Bravia 55H8196, Player: Nvidia Shield TV pro

CAVI AUDIO E VIDEO

Cavi di potenza… all-around: Decibel DB-225XX-NB, cavo per diffusori in rame OFC 2.5 mmq. In bobina.

Cavi di potenza Front: Coppia cavi per diffusori Decibel DB-225X3-GTB custom, 2 x 2,5 mmq. 3 metri guaina PVC (fatti preparare apposta per me alla Decibel rigorosamente senza banane) Strumenti indispensabili per un buon allestimento impianto Home Theatrepersonalizzati dal loro laboratorio fino ad aggiungere le olle anti interferenze elettromagnetiche su entrambe le estremità.

Cavo Subwoofer: Cavo per subwoofer Decibel DB-SHF-XG doppia schermatura

Cavo video tra nVidia Shield TV PRO -> Yamaha e tra Yamaha -> TV: Cavo HDMI AudioQuest CINNAMON UHD 4K 8K (1m + 3m)

Cavo video “a disposizione” per usi futuri, varie ed eventuali dietro alla TV: Cavo HDMI AudioQuest PEARL 4K 8K

DIFFUSORI

Diffusori Frontali e Posteriori: INDIANA LINE TESI 261 N frontali ai lati del televisore, posteriori ai lati del divano su supporti a parete

Canale Centrale: INDIANA LINE TESI 761 su mensola dedicata, posta sopra al televisore

Diffusori Front Presence: INDIANA LINE TESI 241 N sulla mensola architectural design in alto sulla parete frontale

Subwoofer: INDIANA LINE BASSO 880 subwoofer attivo, amplificatore Classe D 250/400 Watt

ACCESSORI

Supporti diffusori: supporti a parete per diffusori DECIBEL ULTRAGRIP PRO BT77

“Per la casa scegli tutto tu, non mi interessa se vuoi il bagno fuxia a pois verde acido, ma lasciami montare l’home theater, moglie!”
Questa è una delle frasi più coraggiose che io abbia mai pronunciato in vita mia, ma devo dire che ne è valsa la pena.

È passato poco più di un anno dal primo acquisto on line, ma alla fine ce l’ho fatta, in soggiorno sembra di essere al cinema, anzi, è meglio: qui posso mettere in pausa quando voglio e i pop-corn costano veramente poco.

Ho avuto la Fortuna di imbattermi nella ditta Decibel Audio Video e nel sig. Fiorenzo tramite un noto store online, per poi proseguire gli acquisti direttamente tramite il sito http://www.decibelaudiovideo.it/shop/ e la F maiuscola sulla parola Fortuna non è messa lì a casaccio. Una persona di una gentilezza e disponibilità seconda solo alla sua competenza in questo ambito, alcuni amici audiofili hanno letto qualche mail che ci siamo scambiati e sono rimasti colpiti dalla preparazione di questo signore. Perché le cose non basta saperle, ci vuole anche della logica e in questi mesi ne abbiamo usato tanta. La mia idea iniziale era di fare un semplicissimo 5.1 senza tanti fronzoli, un sub piccolino “tanto deve solo riempire” e qualcosa rigorosamente di legno: “soundbar” è una parola inventata. Ma così come “non si va mai a fare la spesa prima di mangiare perché spendi il doppio” il budget prefissato è per lo meno triplicato.
Collegamenti pannello posteriore YAMAHA RX-V683

 

Yamaha RX-V683, il fulcro del sistema. Probabilmente mi fossi imbattuto prima nel sig. Fiorenzo sotto alla TV ora ci sarebbe un DENON (un bel DENON AVC-X3700H, per esempio, NdR), tuttavia sono felice del rapporto qualità/prezzo del mio giochino. Shield TV Pro, Yamaha e Bravia sono collegati tra loro con cavi HDMI AudioQuest CINNAMON UHD 4K 8K e mai scelta fu migliore. Zero lag, piena compatibilità eARC: accendo il lettore e si accendono automaticamente TV e ampli, così come se accendo la sola TV lo Yamaha parte in automatico ed è sufficiente avere in mano un solo telecomando per comandare tutto (cosa non da poco, per la vita familiare). Cercando di pensare a tutto molto prima del tempo, mi è venuta l’idea di aggiungere un altro cavo HDMI “spare” collegato alla TV, in caso più avanti potesse essere utile. Senza scomodare un altro CINNAMON, e per mantenere una buona qualità, ho pensato che un Pearl da 3 metri fosse più che sufficiente. Per fortuna l’ho fatto, visto che questo Pearl è rimasto il cavo principale, tra Yamaha e TV finché non mi è arrivato un CINNAMON da 3 metri: quello da 2 previsto era leggermente corto: errore mio, poco male.

Spulcia il manuale dello Yamaha, leggi in giro, chiedi ad amici, sta di fatto che il 5.1 è diventato un 7.1 (devo ancora capire se aggiungere i due posteriori alti per diventare un 9.1 porta dritto al divorzio, vedremo) e le TESI 241 destinate inizialmente ai canali posteriori sono finite come front presence, sostituite da un’altra coppia “usato sicuro” di TESI 261 tramite l’outlet del sito Decibel. Due graffietti sotto che nessuno vedrà mai e ho risparmiato un po’ di soldini.
Il canale centrale è lo splendido TESI 761 della Indiana Line, posizionato sopra alla TV per scelta personale. A questo punto manca soltanto una cosa fondamentale:

IL SUBWOOFER

Pannello posteriore subwoofer Indiana Line BASSO 880
Devo ammetterlo: inizialmente l’idea era un BASSO 840 ma poi, ricordandomi quando circa 20 anni fa mi fece dannare sull’impianto car stereo un sub in bass reflex da cui fu decisamente impossibile eliminare una coda fastidiosissima, decido di spendere un pochino di più e mi oriento sul BASSO 880: cassa chiusa, 250W RMS Classe D, un oggetto dalla solidità meravigliosa, che nel giro di qualche giorno anche la signora ha detto: “uhm, non ci sta male” (e ho detto tutto!!!).
Ora posso dire che Decibel Audio Video, grazie a Indiana Line, mi ha fornito il “perfetto KIT audio per farsi benvolere dai vicini di casa”, ma di questo voglio parlare in seguito.

Preparazione etichettatura cavi
A fine ottobre 2020 finalmente il grande giorno: signora e bimbo vanno a dormire dalla suocera e io posso montare tutto quanto. Come fare le cose bene: appoggio tutto sul tavolo e pian piano ogni elemento va al suo posto. Mai scelta fu più giusta: incassare 2 canaline 36x24 nel muro, con 2 scatole 504 alle estremità, anziché del semplice corrugato. Con le canaline larghe e piatte infatti è possibile far passare i cavi HDMI in modo decisamente più agevole, mentre tra la scatola 504 (che cade esattamente al centro della TV) e lo scatolino tondo dove escono canale centrale e 2 prolunghe USB (USB innestati alla TV, in modo da poter collegare al volo qualsiasi supporto futuro) fino a salire sopra al controsoffitto, dove escono i due cavi front presence L/R.

Canaline piatte sottotracciaInizialmente avrei voluto usare del corrugato anche per i diffusori anteriori e per portare le 2 coppie di cavo DB-225XX-NB ai posteriori ma ho desistito, sarebbe stato un lavoro complicato: i diffusori frontali sono appoggiati sul mobile svedese e i loro cavi HI-End per diffusori, guaina PVC nero da 10 mm. di diametro - fatti fare su misura alla Decibel - si nascondono benissimo dietro allo svedish, mentre per le posteriori rimarrà a vista soltanto 1 metro e mezzo di canalina. Una cosa più che accettabile.

Completato “il grosso” del lavoro è ora di montare i supporti a parete ULTRAGRIP PRO BT77 e devo dire la verità: mi hanno lasciato stupito. Fiorenzo mi aveva detto che sono una meraviglia ma non pensavo così robusti. Reggono le 261 come fossero un bicchiere d’acqua (ma io sono maniaco, e ho sostituito due dei 6 Fischer in dotazione con altrettanti in acciaio).

Supporti a parete ULTRAGRIP PRO BT77 colore neroQuei supporti si notano molto poco, se li si va a cercare con gli occhi sono davvero poco invasivi.
Le posteriori rimangono 1-2 cm più alte delle frontali (altrimenti mi avrebbero distanziato il divano dal muro), ma non credo che questa scelta obbligata possa influire sulla resa finale.

Non appena avrò un’oretta libera, sarà mia cura nascondere i cavi che vanno ai diffusori con una bella canalina, stavolta esterna ma sottile, che concluderà il lavoro.
Impianto in allestimento su mobile componibile svedese
Collegare il tutto, semplicemente, grazie alle targhette sui cavi fissate con della guaina termo-restringente trasparente è stata una vera e propria passeggiata. Le misure che avevo previsto sono tutte perfette, e il cavo che avevo lasciato “in più” lato amplificatore è per poterlo tirare fuori agevolmente in caso di bisogno.

Diffusore per canale Centrale Indiana Line TESI 761
Passano un paio di settimane, e inizio a godere di un 6.1 di tutto rispetto.
Si, un 6.1 un po’ anomalo… perché il centrale è rimasto nella scatola. Manca la mensola adatta, che arriva un paio di settimane più tardi.
Felicissimo di avere l’impianto completo di canale centrale, finalmente è il momento di gustarmi un concerto Blu-Ray in santa pace, così mi butto su un classico, che conosco davvero bene e che ha un audio semplicemente eccezionale. The Police: Certifiable.

Qualcosa non quadra, stiamo parlando di un DTS TrueHD ma la voce di Sting davvero non mi piace. Senza dire nulla a nessuno, immagino sia “colpa” del 761. Il rodaggio! Mi spiego meglio.
Per due settimane le TESI 261 frontali hanno lavorato ogni volta che la TV era accesa in ARC, e nonostante stiamo parlando di massimo un paio d’ore al giorno e con volumi di ascolto più che normali, anche un orecchio meno esperto può sentire quanto siano migliorate timbricamente, scese parecchio in basso e migliorato davvero tanto la timbrica. Temo che questo ascoltare la voce di Sting così “sfocata” sia proprio la mancanza del necessario “rodaggio” del 761. Mi pare davvero strano, non capisco. Eppure… I tagli di frequenza ai singoli diffusori sono stati fatti in automatico dal microfono YPAO dello Yamaha, e come era stato fatto la prima volta senza il canale centrale (con un risultato spaziale) è stato rifatto dopo l’innesto del 761. Mah!

Impianto completo vista frontale
Qualche giorno dopo arriva l’illuminazione: lo Yamaha ha la possibilità di regolare a parte il volume del canale centrale, proprio per proiettare meglio la voce in ambiente. Così scomodo nuovamente Sting e prendo in mano il telecomando dell’ampli. La voce può essere regolata da 0 a 3. Il valore perfetto sarebbe 1.5, ma ovviamente gli step sono di 1. Così lascio impostato su +2, facendo un test su un film di supereroi. In questo modo i dialoghi sono allo stesso livello degli effetti sonori o dei colpi di pistola, mentre su 1 le voci sono leggermente basse, costringendo al continuo e fastidiosissimo “alza e abbassa il volume” a seconda della scena. Finalmente anche la voce va a posto. E’ possibile che tra qualche tempo, una volta che anche la 761 sarà rodata a dovere, questo valore dovrà essere cambiato ma è veramente questione di un attimo.

HOME THEATER E CONDOMINIO

Ho la fortuna di avere il soggiorno con 2 pareti esterne, una confinante con la (mia) cucina e l’altra sulla camera, ma il dubbio di potermi godere un film in surround in un condominio c’era tutto, mio cognato continua a chiedermi se non mi è ancora arrivata una mail dall’amministratore per i vicini che si lamentano. A conti fatti, sono tutte fandonie. Certo se mettessi in play la Saga di Star Wars a tutto volume attorno a mezzanotte, non potrei certo pretendere che i vicini mi amino incondizionatamente, ma usando un po’ di cervello i problemi sono inesistenti. Qualche sera fa ho guardato un poliziesco dove le pistole si facevano sentire ogni 3x2 e non ho dato nessun fastidio al mio bimbo duenne che faceva la nanna.

Impianto complet odiffusori surround

CONSIDERAZIONI FINALI

Beh che dire. Ho parecchio materiale cinematografico e musicale a disposizione, alcune cose molto recenti mentre tante altre sono pietre miliari. Passando da Sting in Certifiable e la grande Aretha in “Think” nel film The Blues Brothers”, fino ad arrivare a ad Adele o ritornare ai Toto, passando per Pink Floyd, Tina Tuner, Jimi Hendrix, Elton John, AC-DC, Deep Purple, Diffusori Indiana Line TESI 261 N canali surroundJoe Cocker e chi più ne ha più ne metta, l’impressione è quella di avere quei cantanti in soggiorno. Il suono è perfetto, non manca nulla, gli strumenti si distinguono nettamente. Zero code, bassi potenti e definiti e alti da far venire la pelle d’oca (Celine Dion o Adele non perdonano).

A tutto questo c’è un rovescio della medaglia: ma questa è una considerazione strettamente personale, mi rendo conto che troppo spesso sono io a cercare il pelo nell’uovo. Tutti bravi a far rendere un impianto di questo tipo con un BluRay 7.1 TrueHD. Ma, spesso, l’audio dei contenuti non è così perfetto e i difetti si notano davvero bene. È come paragonare un mp3 a un Flac. Sulle cuffie di un telefonino nessuno nota la differenza, ma su un impianto del genere il divario diventa davvero importante. Se un comune mortale non si spiega come alcuni siti che recensiscono i film o i concerti in BR diano un voto all’audio, con un impianto HT a mio avviso ancora modesto come il mio, tutto diventa più chiaro. Le differenze di missaggio ci sono e si sentono eccome, così come si sente benissimo la differenza tra un film visto in streaming e lo stesso visto in Blu-Ray (e qui parliamo di audio, sul video è pure peggio).

Dettaglio tweeter a cupola diffusore Indiana Line TESI 261 N
Il più grosso limite di questo mio sistema audio è la riproduzione di contenuti stereo. I primi FLAC che ho riprodotto appena ho montato il tutto mi hanno lasciato perplesso, mentre dopo qualche settimana di rodaggio la qualità si è alzata e parecchio. Ma la stereofonia è altra cosa: occorrono amplificatori dedicati e soprattutto casse da pavimento. per quanto io sia sempre più innamorato delle 261, il limite fisico è evidente, colmato in maniera egregia dal basso 880 nella condizione “cinema in salotto”, ma qui si stava parlando di stereofonia: 2 canali. Le casse da pavimento hanno un’estensione verso il basso decisamente maggiore, e le medie frequenze hanno un altoparlante dedicato. Non voglio addentrarmi troppo nel tecnico e mi fermo.

Maria Callas ho avuto modo di ascoltarla su un impianto dove 1 solo dei due diffusori costava come tutto il mio impianto 7.1 e devo ammettere che là la Divina era tutt’altra cosa.
Tuttavia a mio avviso la differenza di qualità non giustifica il prezzo, ascoltando l’ormai consumato “The ultimate demonstration disc Chesky Records ’Guide to Critical Listening” mi ritengo decisamente soddisfatto, consapevole che con un investimento più che ragionevole ho in casa un impianto di tutto rispetto.
Posso migliorare qualcosa? Certo: sostituire le 261 frontali con una coppia di Indiana Line Tesi 561 o 661 da pavimento e lo Yamaha con un amplificatore di classe superiore, ma sono più che felice anche con questo setup, soprattutto perché il bagno non è fuxia a pois verde acido, e la signora ha detto che “va bene così”.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

Riccardo W.